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Camera dei Deputati: "Iniziative per garantire un numero adeguato di insegnanti di sostegno per gli studenti disabili"

Presentiamo il resoconto del question time presentato dagli On. Squeglia e Colasio della Margherita al Ministro dell'Istruzione Moratti in merito ai tagli degli organici del personale di sostegno verificatesi nella regione Campania.
Camera dei Deputati

Iniziative per garantire un numero adeguato di insegnanti di sostegno per gli studenti disabili

SQUEGLIA e COLASIO. - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. - Per sapere - premesso che:
la legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (legge 5 febbraio 1992, n. 104) tutela i soggetti disabili e garantisce loro il diritto allo studio, alla crescita educativa e all'integrazione;
una sentenza del 2004 del giudice del lavoro di Roma sancisce che all'alunno disabile non solo deve essere garantito il sostegno, ma per tante ore quante ore sono previste dall'ordine di scuola che il soggetto frequenta;
la legge n. 104 del 1992, soprattutto in quest'anno scolastico, è stata apertamente violata in molte regioni d'Italia;
le direzioni regionali, infatti, attraverso i centri servizi amministrativi (Csa), hanno, in maniera immotivata ed illegittima, operato tagli sui posti di sostegno deliberati e riconosciuti dai gruppi di lavoro sull'handicap esistenti in ogni singola istituzione scolastica, unitamente all'equipe multidisciplinare dell'azienda sanitaria locale, unico soggetto titolato a stabilire la gravità della patologia dell'alunno disabile;
i cosiddetti gruppi provinciali, senza alcuna conoscenza dei casi esaminati, hanno posto in discussione anche le diagnosi dell'azienda sanitaria locale e le conclusioni dei gruppi di lavoro sull'handicap di scuola, operando tagli per rientrare nei limiti di spesa, disposti dall'alto e in astratto, senza tener in alcun conto delle esigenze di fatto, con una visione del problema dell'integrazione degli alunni disabili improntata alla perversa logica del risparmio e dei tagli a tutti i costi;
i tagli alle classi ed ai posti di sostegno hanno determinato anche il superaffollamento delle aule, in palese contrasto con le norme sulla sicurezza;
il decreto ministeriale n. 141 del 3 giugno 1999 fissa il tetto di un alunno disabile per classe composta da 20 alunni e, comunque, non superiore a 25. A causa dei tagli, in numerose scuole, non essendovi un organico sufficiente, si sono dovuti inserire in una stessa classe due e anche tre soggetti in situazione di handicap, con evidente nocumento del diritto di crescita e all'integrazione e del diritto allo studio di tutti;
soprattutto in Campania, questi tagli sono stati pesantissimi. Rispetto alle richieste motivate e documentate delle scuole si sono avuti tagli di 340 posti a Caserta, 256 a Salerno, 80 ad Avellino e 30 a Benevento;
i mezzi di informazione hanno raccolto le voci di rabbia e di disperazione che da più parti si sono levate da parte di genitori, i cui figli disabili sono stati privati di un loro sacrosanto diritto. Numerose sono le denunce che le famiglie colpite stanno inoltrando alla magistratura penale -:
con quali iniziative e con quali risorse si intenda intervenire per garantire il diritto allo studio a tutti gli studenti disabili, in particolare nella regione Campania, dove più forti sono stati i tagli dei posti di sostegno.
Allegato A Seduta n. 527 del 13/10/2004

Resoconto stenografico dell'Assemblea
Seduta n. 527 del 13/10/2004


Iniziative per garantire un numero adeguato di insegnanti di sostegno per gli studenti disabili - n. 3-03822)

PRESIDENTE. L'onorevole Squeglia ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-03822 (vedi l'allegato A - Interrogazioni a risposta immediata sezione 7).

PIETRO SQUEGLIA. La legge quadro n. 104 del 1992 tutela i soggetti disabili e garantisce loro il diritto allo studio e all'integrazione. Orbene, nell'anno scolastico appena iniziato, questa legge è stata apertamente violata in molte regioni d'Italia. Le direzioni regionali, su mandato del ministero, hanno operato tagli fortissimi sui posti di sostegno. Tali tagli sono stati effettuati in modo illegittimo, senza alcuna conoscenza dei casi esaminati e ponendo in discussione anche le diagnosi dei medici delle ASL. La logica seguita non è quella dell'integrazione degli alunni disabili, bensì quella, perversa, del risparmio e dei tagli a tutti i costi. Il Governo vuole risparmiare una spesa per i disabili, ritenendola probabilmente superflua ed inutile. I mezzi di informazione hanno raccolto tantissime voci di rabbia e di disperazione di genitori, i cui figli disabili sono stati privati di un loro sacrosanto diritto. Numerose sono le denunce, che gli stessi stanno inoltrando alla magistratura penale (e fanno bene). Chiedo di sapere quali iniziative il ministero intenda assumere per garantire il diritto allo studio di tutti gli studenti disabili, ed in particolare, signor ministro, come si intenda procedere nei confronti della direzione regionale della Campania, che a proposito dei tagli si è mossa con estrema leggerezza e gratuità.

PRESIDENTE. Il ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, dottoressa Moratti, ha facoltà di rispondere.

LETIZIA MORATTI, Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non risponde al vero l'affermazione secondo cui si sono verificate riduzioni di posti di sostegno nel corrente anno scolastico 2004-2005. Il livello nazionale del numero dei posti di sostegno, e quindi degli insegnanti, ha subito un incremento continuo e rilevante, passando da 74 mila unità nel 2001-2002 a 77 mila nel 2002-2003 e ad oltre 79 mila nel 2003-2004. Per l'anno scolastico in corso non si è ancora in possesso dei dati definitivi, tuttavia il monitoraggio ci consente di affermare che saranno circa 2 mila 800 i posti in più. Non risulta al ministero che vi siano direttive da parte delle direzioni regionali tese a mettere in discussione la diagnosi delle Aziende sanitarie locali e le conclusioni dei gruppi di lavoro d'istituto sull'handicap, operanti nelle scuole.
Particolari e doverosi interventi sono improntati alla verifica delle procedure seguite dagli organi competenti in materia di sostegno e all'esame della legittimità e della rispondenza delle stesse alla normativa vigente.
Per quanto riguarda la formazione delle classi in presenza di alunni disabili, confermo che sono stati tenuti gli stessi limiti previsti dalle norme vigenti. Non è stato modificato alcun limite e, quindi, secondo le norme vigenti, vi è un disabile per ogni classe da 20-25 alunni, salvo casi particolari, secondo l'entità e la gravità dell'handicap.
Per quanto riguarda il presunto taglio dei posti operato dalla regione Campania, rispetto all'anno scorso la dotazione di sostegno è aumentata nell'ambito dell'intera regione di 300 posti. In particolare, nella provincia di Salerno sono stati confermati tutti i posti; nella provincia di Napoli sono stati assegnati 400 posti in più; nella provincia di Avellino 80 e nella provincia di Benevento 20. La provincia di Caserta per il corrente anno ha presentato un numero di richieste di sostegno superiore alle effettive esigenze. Alla stessa provincia sono stati assegnati 200 posti in meno, non 340, come è stato detto, e ciò è stato determinato, perché, a seguito dell'esame degli atti da parte del direttore regionale, sono state rilevate situazioni anomale che non danno titolo all'attribuzione del sostegno e, quindi, sono in contrasto con la legge sull'handicap, la legge n. 104 del 1992.
Ciò ha dato luogo alla necessità di accertamenti specifici e di approfondimenti che sono stati affidati ad un apposito collegio ispettivo e si è ancora in attesa degli accertamenti definitivi.

PRESIDENTE. L'onorevole Squeglia ha facoltà di replicare.

PIETRO SQUEGLIA. Signor Presidente, mi creda, signor ministro, avrei proprio voluto fare diversamente, ma rispetto alla sua risposta, non posso che dichiararmi del tutto insoddisfatto. La sua è stata una risposta algida e burocratica, certamente non idonea di fronte a materie così delicate, come quella della scuola e della problematica dei diversamente abili.
Certamente non è colpa sua, signor ministro, ma è il segnale concreto del tipo di approccio che questo Governo ha nei confronti della scuola e delle fasce deboli. Lei ha detto che i numeri sono identici a quelli degli anni passati, ma ha dimenticato che il numero dei disabili nelle scuole ha registrato in questi ultimi anni una crescita costante. Si è passati dai 138 mila dell'anno 2001-2002, ai 145 mila dell'anno 2002-2003 e ai 151 mila dell'anno scolastico 2003-2004 (i suoi uffici non ne hanno tenuto conto).
Signor ministro, la legislazione italiana, dalla Carta costituzionale fino alla legge n. 104 del 1992, si è sviluppata lungo una direzione precisa che è stata quella di un sempre maggiore riconoscimento del diritto di cittadinanza dei disabili. Questo è un motivo di orgoglio per il nostro paese.
L'Italia vanta sulla materia una delle legislazioni più avanzate dell'Europa e del mondo intero, ma questa linea evolutiva è stata bruscamente interrotta da questo Governo. Per l'attuale Governo la scuola pubblica è un sistema da smantellare e la presenza nella scuola dei diversamente abili è un peso economico insopportabile.
Così, in base al principio del risparmio, quest'anno migliaia di richieste di posti di docenti di sostegno sono state rigettate. Le conseguenze sono che il numero degli insegnanti è assolutamente insufficiente e che migliaia di alunni disabili non hanno più gli insegnanti di sostegno. In media, un bambino, un ragazzo con patologia grave non riceve il sostegno per più di 9 o 12 ore alla settimana; il che significa che, nel resto delle ore, o resta solo, abbandonato o deve tornare a casa con i genitori.
Nella stessa classe vi sono spesso in modo illegittimo due o tre disabili.
Le colpe di questo Governo, mi consenta, sono morali ed etiche, prima ancora che politiche e a ciò si aggiunga un'autentica vergogna: l'aver consentito, se non addirittura favorito che la ripartizione dei posti di sostegno avvenisse secondo un principio di pura discrezionalità.
Mi attendo quanto prima i risultati dell'indagine che lei sta effettuando nella regione Campania. Vogliamo un'indagine generalizzata a tutta la Campania per fare chiarezza ed accertare rigorosamente le responsabilità (Applausi dei deputati dei gruppi della Margherita, DL-L'Ulivo e di Rifondazione comunista)!

Fonte:

Camera dei Deputati: Seduta n. 527 - Mercoledì 13 ottobre 2004
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