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Gruppi di studio e di lavoro a livello di scuola

Una lettura pedagogica curata da Mario Tortello sulla normativa vigente dedicata ai gruppi di studio e di lavoro costituiti nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. Dal punto di vista normativo i Gruppi di lavoro a livello di scuola sono previsti dalla Legge 5 febbraio n. 104, art. 15 comma 2. La loro costituzione deve essere prevista dal dirigente scolastico.


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Gruppi di studio e di lavoro a cura di Mario Tortello[inizia lo scaricamento del file]


"Gruppi di studio e di lavoro a livello di scuola"
A cura di Mario Tortello


Premessa

Circa i gruppi di studio e di lavoro a livello di scuola, mi permetto di elencare alcune disposizioni vigenti, tratte dalla Legge n. 104 del 5 febbraio 1992 e dal successivo Decreto ministeriale 26 giugno 1992.

- Sono costituiti "presso ogni circolo didattico ed istituto di scuola secondaria di primo e secondo grado" (L. n. 104/92, art. 15, comma 2)
- Sono composti da "insegnanti, operatori dei servizi, familiari e studenti" (ibidem)
- Hanno il compito di "collaborare alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal piano educativo"

Perciò:
- La loro costituzione non solo "può essere proposta dagli insegnanti all'interno del collegio docenti", ma "deve" essere prevista; nei casi in cui il capo d'istituto non provvede alla attivazione, il medesimo incorre nel reato di omissione in atto d'ufficio
- La presenza dei genitori non è a discrezione degli insegnanti
- La presenza degli studenti (specie nella secondaria superiore) è particolarmente significativa (qualcuno conosce casi in cui ciò avviene?)

Per approfondire:

La «diversità» sta al centro della scuola, e con essa l'handicap, che ne rappresenta il paradigma. Proprio nei confronti degli alunni in difficoltà, la scuola dell'autonomia sollecita un utilizzo più razionale delle risorse umane e materiali comunque presenti nel contesto. Del resto, ne troviamo indicazione anche negli artt. 12-13-14-15 della legge-quadro sull'handicap.
Fra gli strumenti collegiali previsti dalla legge stessa, e non ancora pienamente utilizzati in tutta la loro ricchezza, anche a causa della scarsa conoscenza ed esperienza circa il loro carattere propulsivo nei riguardi della prospettiva integrativa, vi sono i Gruppi di lavoro da attivare nell'ambito dell'istituzione scolastica; in particolare, il Gruppo di studio e di lavoro a livello di Istituto: circolo didattico, scuola media, scuola superiore.
In linea di massima, il Gruppo di lavoro (la cui costituzione è compresa tra gli obblighi che riguardano direttamente il Capo d'istituto) presiede alla programmazione generale dell'integrazione scolastica nella scuola e ha il compito di «collaborare alle iniziative educative e di integrazione previste dal piano educativo individualizzato» (Legge n. 104/1992, art. 15, comma 2) dei singoli alunni. Per quanto attiene alle attribuzioni specifiche, interviene per:
a) analizzare la situazione complessiva nell'ambito dei plessi di competenza
(numero degli alunni in situazione di handicap, tipologia degli handicap, classi coinvolte);
b) analizzare le risorse dell'Istituto scolastico, sia umane che materiali;
c) predisporre una proposta di calendario per gli incontri dei Gruppi «tecnici»;
d) verificare periodicamente gli interventi a livello di Istituto;
e) formulare proposte per la formazione e l'aggiornamento, anche nell'ottica di prevedere corsi di aggiornamento «comuni» per il personale delle scuole, delle Asl e degli Enti locali, impegnati in piani educativi e di recupero individualizzati.

Competenze di tipo organizzativo, progettuale e valutativo, e consultivo

Schematicamente, l'azione del Gruppo di studio e di lavoro a livello di scuola può essere riassunta in competenze di tipo organizzativo, progettuale e valutativo, e consultivo. L'elenco è da considerarsi indicativo, non esaustivo.

Competenze di tipo organizzativo

* Gestione delle risorse personali (assegnazione delle ore di attività di sostegno ai singoli alunni; utilizzo delle compresenze fra docenti; pianificazione dei rapporti con gli operatori extrascolastici; reperimento di specialisti e consulenze esterne; ecc.).
* Definizione delle modalità di passaggio e di accoglienza dei minori in situazione di handicap; gestione e reperimento delle risorse materiali (sussidi, ausili tecnologici, biblioteche specializzate e/o centri di documentazione, ecc.).
* Censimento delle risorse informali (volontari, famiglie, alunni, competenze non ufficialmente riconosciute, ecc.).

Competenze di tipo progettuale e valutativo

* Formulazione di progetti per la continuità fra ordini di scuola.
* Progetti specifici per l'handicap, in relazione alle tipologie.
* Progetti relativi all'organico (ad esempio, per la riduzione delle classi che ospitano alunni disabili).
* Progetti per l'aggiornamento del personale, anche in una prospettiva interistituzionale.

Competenze di tipo consultivo

* Assunzione di iniziative di collaborazione e tutoring fra docenti (in presenza di specifiche minorazioni); di confronto interistituzionale nel corso dell'anno; di documentazione e costituzione di banche dati.
Si tratta di una operatività intesa a impegnare preventivamente la disponibilità della scuola, predisponendo in anticipo gli interventi che promuovano l'integrazione, concepita quale fenomeno complesso, richiedente competenze plurime e una cultura condivisa.
È un tema che, proprio alla luce di una lettura pedagogica della normativa vigente e di quella in fieri, richiama opportunamente e doverosamente osservazioni formulate in altra sede: «Una società può progredire in complessità solo se progredisce in solidarietà. La complessità crescente comporta un aumento delle libertà, delle possibilità di iniziativa, nonché nuove possibilità di disordine, tanto feconde quanto distruttive. La sola
soluzione integratrice è lo sviluppo di una solidarietà effettiva, non imposta, ma interiormente sentita e vissuta come fraternità» (Morin, 1993, p, 74). A nostro avviso, tale sollecitazione è particolarmente valida per il microcosmo-scuola, proprio nel momento in cui ci si avvia verso la prospettiva della piena autonomia organizzativa e didattica.

Una rete di sostegno

Fra le indicazioni operative che il Gruppo di studio e di lavoro a livello di scuola dovrebbe tenere presenti, al fine di promuovere una rete di sostegno nella comunità scolastica, possiamo richiamare le seguenti:
- le tipologie di risorse di sostegno dovrebbero essere elaborate in funzione dei bisogni dell'alunno;
- la rete di sostegno si rivolge a tutti: programmi pensati e realizzati per un solo alunno o per un solo insegnante non sono generalmente efficaci per lo sviluppo di una comunità integrata di sostegno;
- le risorse di sostegno dovrebbero potenziare le capacità della persona di essere in grado di badare a se stessa e agli altri;
- il pericolo connesso con alcuni tipi di sostegno è quello di indurre nel fruitore una inutile e pericolosa dipendenza dal sostegno stesso (occorre promuovere itinerari che sollecitano l'autonomia ed evitare insegnamenti troppo referenziali);
- la rete di risorse dovrebbe divenire un elemento naturale e permanente della comunità scolastica, ed essere gestita da persone direttamente coinvolte nella vita scolastica stessa (docenti, dirigente scolastico, genitori, specialisti).

Composizione del Gruppo di studio e di lavoro

La legge quadro fissa i componenti del Gruppo di studio e di lavoro, che specularmente ripropongono, a livello di Istituto, i componenti del gruppo tecnico del piano educativo individualizzato: docenti di classe e di sostegno; dirigente scolastico (o suo delegato); operatori dei servizi; genitori; studenti (nella scuola secondaria di secondo grado). Vi è rappresentata dunque tutta la comunità scolastica. Inoltre, nell'ottica di favorire il passaggio del minore handicappato da un ordine all'altro di ritenersi integrato anche dal docente per il sostegno che ha seguito l'alunno nel precedente grado scolare.
Questo organo collegiale - che per la componente insegnanti può identificarsi con una sottocommissione del collegio dei docenti – si caratterizza dunque per un intervento finalizzato alla specificazione concreta dell'integrazione e alla sua omogeneizzazione, collegata alla autoanalisi a livello di Istituto.
Inoltre, in virtù della pluralità dei partecipanti, può sollecitare nuove iniziative per stabilire collegamenti con i servizi, gli operatori e le risorse dell'extrascuola, che rappresentano la rete istituzionale, lo sfondo integratore esterno, rispetto alle attività di sostegno.

Approfondimenti on line


integrazionescolastica.it:
Legge 5 febbraio 1992, n. 104 "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate"
"L’integrazione scolastica ha compiuto trent’anni: quattro parole chiave per fare qualità" Relazione di Mario Tortello svolta al Seminario "Obbligo di istruzione obbligo di formazione. Quali saperi e quali risorse per gli allievi in situazione di handicap" promosso dalla Rivista "Handicap & scuola" e dal Comitato per l'Integrazione Scolastica tenutosi a Torino il 14 ottobre 2000.
"Nuovi elementi di Qualità per una scuola inclusiva" Contributo di Mario Tortello presentanto al termine del 2° Convegno internazionale Erickson "La Qualità dell’integrazione scolastica" tenuto a Riva del Garda nel 1999.
FADIS: Coniugare la ricerca della qualità e della professionalità con la cultura della solidarietà