logo Integrazione Scolastica    

Nuovi criteri per il rilascio della certificazione per l’individuazione dei soggetti in situazione di handicap

Pubblichiamo il documento pervenuto alla FADIS dal GLIS (Gruppo di Lavoro di Istituto) dell’ITIS “O.Belluzzi” di Bologna in merito alla bozza di decreto relativo ai nuovi criteri per il rilascio della certificazione per l’individuazione dei soggetti in situazione di handicap previsto dalla Legge n. 289 del 27/12/2002 Art. 35 comma 7.
Al Collegio dei docenti dell’ITIS “O.Belluzzi” – Bologna

Il GLIS (Gruppo di Lavoro di Istituto) riunitosi in data 19 maggio 2003, esaminando la bozza di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, presentato l’11 marzo 2003 dalla sottosegretaria Valentina Aprea all’Osservatorio permanente per l’handicap, ritiene utile informare il collegio dei docenti del contenuto di tale documento ed esprimere in merito alcune valutazioni.

1. Il decreto ha come scopo quello di regolamentare i criteri per il rilascio della certificazione per l’individuazione dei soggetti in situazione di handicap. All’art, 1, comma 1, ricorda che la legge 104/92individua come destinatari delle attività di sostegno gli alunni che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva.
Il Glis ha evidenziato che molte altre patologie (non classificabili come minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali) sono oggi riconosciute dai medici dell’ASL come minorazioni certificabili (es. le patologie cromosomiche e genetiche, le patologie psicologiche, ecc.).
Se questo decreto venisse realmente firmato con questo testo, molti alunni disabili oggi certificati si troverebbero a non veder più riconosciuta la loro patologia con conseguente non certificazione, mancato diritto all’insegnante di sostegno, all’educatore, all’assistenza di base, alla programmazione personalizzata, alla valutazione differenziata, al trasporto gratuito, all’accompagnamento educativo e così via. Questi alunni non perderebbero però il diritto di potersi iscrivere nella scuola di tutti, quindi si troverebbero insieme agli altri con l’unico aiuto dato loro dai docenti curricolari.

2. Attualmente la certificazione della situazione di handicap viene svolta da un medico ASL (neuropsichiatria infantile o psicologo). All’art. 1 comma 5 si individua in una commissione (composta da 4 medici) la competenza per tale accertamento. Di fatto la figura del referente ASL verrebbe a sparire.
Questo cambio di competenze porta con sé alcuni disagi:
a. la certificazione viene delegata a chi non conosce il ragazzo e a chi non lo segue nella cura della patologia;
b. i tempi per il rilascio della certificazione si allungheranno inevitabilmente, con conseguenze tangibili sulla situazione scolastica del ragazzo/a.

3. La commissione (art. 1 comma 9) deve provvedere anche alla stesura della Diagnosi Funzionale che dovrebbe evidenziare le capacità e potenzialità educative e formative sviluppabili nell’integrazione.
Attualmente anche il referente ASL (neuropsichiatra o psicologo) stende la Diagnosi Funzionale, spesso faticando ad individuare le capacità e le potenzialità educative, nonostante veda il paziente con regolarità. La commissione medica, che vede l’alunno solo in occasione della certificazione, non può certo essere in grado di fornire tali informazioni, che verrebbero comunque mancare alla scuola, perciò all’integrazione.

4. Il Gruppo operativo dell’alunno/a, formato da docenti, referente ASL e famiglia, ha il compito di stendere il profilo dinamico funzionale e il PEI.
Secondo gli accordi di programma provinciali il gruppo operativo di ogni alunno si deve riunire almeno tre volte l’anno. Non sempre è facile calendarizzare questi incontri in quanto gli impegni dei medici ASL non sempre risultano compatibili con le disponibilità della famiglia e con le esigenze organizzative della scuola.
All’art. 2 comma 2 della bozza di decreto si individua la commissione medica in sostituzione del referente ASL all’interno del Gruppo operativo per la stesura del Profilo Dinamico Funzionale. Ricordando che di tale commissione ne fanno parte: un medico o un pediatra, uno specialista della minorazione, uno specialista della riabilitazione e un'altra figura d definire in concerto con il Ministero della Salute, è ovvio ipotizzare che calendarizzare i gruppi operativi, intrecciando gli impegni di ognuno, diverrà impresa a dir poco ardua, se non impossibile. In caso di mancato incontro la scuola risulterebbe inadempiente.
Cosa ancor più strana si trova all’art. 2 comma 3 dove, per la formulazione del PEI, nel gruppo operativo, dovrebbe partecipare il referente e non più la commissione medica.
Non si comprende la logica di tale scelta perché:
a. quale referente che di fatto non esiste più?
b. che senso ha affidare a medici diversi la partecipazione allo stesso gruppo di lavoro attivato per uno stesso ragazzo?

Ciò che si può dedurre da tutto ciò è che se questa bozza diventasse decreto avremmo sicuramente grandi difficoltà organizzative nel raccordo scuola-sanità, una dilatazione dei tempi e un abbassamento notevole non solo della qualità dell’integrazione, ma della scuola tutta.
Il GLIS ha ritenuto importante informare il collegio dei docenti in quanto ritiene che il problema non coinvolga soltanto i docenti di sostegno, i ragazzi disabili e le loro famiglie, ma anche i docenti, il personale direttivo, i ragazzi e i genitori tutti.

Per chi vuole approfondire online:

FADIS: Bozza decreto certificazioni alunni in situazione di handicap e osservazione inviate dalla FADIS al MIUR.